Lo sfruttamento dei combustibili fossili comporta l’emissione di gas climalteranti e inquinanti ma anche la produzione di energia. Il problema è che questi gas, una volta emessi, raggiungono l’alta atmosfera, si aggregano e formano uno strato che avvolge la Terra. Di per se questo non sarebbe un problema ma una delle caratteristiche dei gas serra, di cui l’anidride carbonica è il più rappresentato, è quella di essere trasparente alla radiazione solare che arriva sulla Terra, ma non a quella che la superficie terrestre ritrasmette, che viene assorbita dai gas, accumulando energia e inducendo il riscaldamento globale.
Le osservazioni sulle temperature globali degli ultimi 100 anni evidenziano come ci sia stato un aumento nella temperatura media globale di circa 1°C associabile al parallelo aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera. La particolarità di questo aumento, rispetto a quelli avvenuti nel passato, è la rapidità con cui è avvenuto e il principale responsabile di questo cambiamento climatico è l’uomo.
Questo tipo di responsabilità dell’uomo venne riconosciuta durante il primo summit sull’ambiente tenuto a Rio de Janeiro nel 1992, e i partecipanti sottoscrissero delle linee comuni nella Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.
“L'obiettivo ultimo di questa convenzione è la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra nell'atmosfera ad un livello che impedirebbe pericolose interferenze dell’uomo sul sistema climatico. Un tale livello dovrebbe essere raggiunto nel corso di un lasso di tempo sufficiente per permettere agli ecosistemi di adattarsi naturalmente al cambiamento climatico, per far sì che la produzione di cibo non sia minacciata e per garantire che lo sviluppo economico proceda in modo sostenibile”.
Successivamente, a un altro incontro internazionale tenuto a Kyoto nel 1997, le parti si accordarono per iniziare un’azione concertata di riduzione delle emissioni di gas serra.
Dal momento dell’approvazione del protocollo di Kyoto la Ue e i suoi stati membri hanno deciso di intraprendere una serie di azioni per rispettare gli impegni presi per la riduzione delle emissioni di gas serra. Prefiggendosi, come limite massimo accettabile, una stabilizzazione della temperatura media globale di 2°C superiore a quella del periodo pre-industriale. Considerando che allo stato attuale delle cose si è già verificato un aumento medio di 0,7°C, la Ue si è data per il 2012 un obiettivo di riduzione delle emissioni dell’8% rispetto a quelle del 1990. Ma, per rimanere al di sotto dei 2°C di aumento, sarà necessaria una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2050.
La figura sottostante mostra la variazione delle temperature in gradi centigradi dal 1860 prendendo come zero (baseline) la temperatura media globale del periodo pre-industriale.
Variazioni di temperatura (ºC) dal 1860 (baseline periodo pre-industriale) |
| |

|
La principale causa del riscaldamento globale sono le emissioni di gas serra in atmosfera dovute soprattutto all’impiego dei combustibili fossili. La stategia principale per poterle contenere è molto semplice: ridurre l’impiego di energia, in particolare quella ottenuta bruciando combustibili fossili. Uno dei luoghi, dove ognuno di noi può intervenire e in cui è possibile raggiungere degli ottimi risultati nel risparmio energetico, sono le nostre case, in cui si consuma il 40% di tutta l’energia prodotta e presentano tante possibilità di intervento per migliorarne l’efficienza energetica.